Sarà costituito domani un coordinamento formato da dieci persone.
di L. Patruno, "L'Adige", 11 febbraio 2008
11.02.2008
Il Partito democratico avrà un suo coordinamento in Trentino, che per prima cosa si dovrà occupare - sia dal punto di vista politico che organizzativo - di gestire le elezioni politiche di aprile e la campagna elettorale. È stato deciso ieri sera nella riunione alla quale hanno partecipato il segretario della Margherita, Giorgio Lunelli, quello dei Ds del Trentino, Remo Andreolli, e i 23 trentini eletti nella costituente nazionale del Pd, tra cui il sindaco di Trento, Alberto Pacher, il senatore Giorgio Tonini e la sottosegretaria Letizia De Torre, la vicepresidente della Provincia Margherita Cogo, il consigliere provinciale Roberto Pinter e Gianni Kessler, presidente dell'Associazione trentina per il Pd. Nell'incontro di ieri sera è stata accolta all'unanimità la proposta di Giorgio Tonini, membro dell'esecutivo nazionale del Pd, di dare vita a un tavolo con cinque gambe, ovvero dove siano rappresentati i due partiti - Margherita e Ds - fondatori del Pd nazionale, e le componenti che hanno partecipato alle primarie di ottobre, ovvero le tre liste Bindi, Letta e Veltroni. Dopo una schermaglia iniziale tra Lunelli e Kessler sulla definizione del coordinamento, per il fatto che l'ex deputato voleva che fosse chiamato «tavolo politico del Pd trentino», si è deciso di battezzarlo «tavolo delle forze politiche che si riconoscono nel Pd nazionale». «Sarà formato da cinque donne e cinque uomini - spiega il senatore Tonini - due per ogni componente, con la clausola di stile per cui chi intende candidarsi alle politiche non farà parte del coordinamento». Per Ds e Margherita saranno presenti i due segretari e presidenti di partito, per le tre liste delle primarie la scelta verrà fatta entro domani. Sicuramente ci sarà il sindaco Pacher. «In questo coordinamento - sostiene Tonini - si dovrà lavorare per consenso e non a maggioranza, ciò significa che si dovrà cercare un punto di vista unitario. Si occuperà delle prossime elezioni politiche e rappresenterà il Pd nei rapporti con il Pd altoatesino e con Roma oltre che con il tavolo che riunirà le forze della coalizione che parteciperanno al progetto per il Senato». Gianni Kessler ha definito la decisione di ieri: «Una cosa importante e positiva perché come avevo chiesto anch'io nasce così un punto di riferimento politico per il Pd in Trentino» Il margheritino Giorgio Lunelli ha voluto sottolineare però che: «In questo coordinamento si prenderanno decisioni per quanto riguarda la Camera, ovvero le candidature per la lista del Partito democratico, mentre per quanto riguarda il Senato, visto che stiamo lavorando per un progetto libero da logiche nazionali, non sarà il Pd a poter dire qualcosa, ma le forze politiche presenti in Trentino, ovvero ex Ds e Margherita, assieme a Patt, Svp, Verdi, socialisti e chi altro parteciperà a questo percorso territoriale». Si vedrà se effettivamente Walter Veltroni non metterà becco sulle scelte per il Senato, che verranno assunte a livello locale. Di certo, il segretario nazionale del Pd, conscio della particolarità di una regione dove ci sono ancora i collegi uninominali, ha dato il via libera alla sperimentazione locale. Frattanto, mentre si preparano per il 23 e 24 febbraio le assemblee provinciali dei «Democratici, verso il Pd» e della Nuova Margherita, ieri i costituenti del Pd e i due partiti hanno concordato di organizzare, o in queste due occasioni, o in una giornata ad hoc in campagna elettorale, un'iniziativa di pre-tesseramento al Pd, ovvero la consegna dell'attestato di fondatore del Partito democratico a cui hanno diritto tutti i 23 mila trentini che il 14 ottobre scorso sono andati a votare alle primarie. Nel resto d'Italia questo attestato è già stato consegnato. In Trentino no. Nell'assemblea dei Democratici, il 23, sarà proposto di votare il gradimento sui nomi dei candidati alle politiche, scelti dal coordinamento trentino del Pd.
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